Scopri il significato della vera ospitalità greca: dai miti antichi all’esperienza che vivi ogni giorno nel nostro ristorante greco a Milano e Brescia
Se hai mai messo piede in Grecia o nel nostro ristorante greco a Milano e Brescia, forse l’hai avvertita. E non parlo del profumo delle specialità più tipiche della cucina greca…
Ma di quella sensazione quasi avvolgente di essere il benvenuto, anche se non ci siamo mai visti prima.
Quella sensazione ha un nome antico e potente, si chiama: Filoxenia.
È un po’ difficile tradurre questa parola, in questo articolo per comodità la chiamerò “ospitalità” ma è una definizione riduttiva.
Se cerchiamo il significato di filoxenia, l’etimologia unisce 2 parole: philos (amico) e xenos (ospite), possiamo definirla quindi come “amicizia verso l’ospite”.
Ma che significa nella pratica?
Un viaggio nella storia: come nasce la Filoxenia?
Per capire meglio la profondità di questo concetto, dobbiamo fare un salto indietro di qualche millennio e tornare nell’Antica Grecia.
A quei tempi, quando un forestiero bussava alla porta, per il padrone di casa non si trattava solo di una semplice visita…
Gli antichi infatti credevano che Zeus, il re degli dei, amasse travestirsi da povero viandante in difficoltà per mettere alla prova la moralità dei mortali.
Accogliere lo sconosciuto non era solo un gesto di cortesia, ma una specie di esame divino.
Offrirgli un bagno caldo, del buon cibo o un posto dove dormire era l’unico modo per onorare la sacra legge dell’ospitalità ed evitare l’ira degli dei.
E non è tutto…
Le storie che hanno reso sacra l’ospitalità
Pensa che, secondo alcune leggende, era considerato anche un atto grave chiedere a un ospite “Chi sei?” o “Da dove vieni?” prima che questi avesse mangiato e riposato.
Un bell’esempio ce lo regala l’Odissea quando Telemaco, vedendo un forestiero sulla soglia (che in realtà era la dea Atena sotto mentite spoglie), corse ad accoglierlo indignato perché nessuno lo aveva ancora fatto.
Prima gli offrì cibo e ristoro, e solo quando l’ospite fu sazio e sereno osò chiedergli il nome.
Un altro esempio lo troviamo nell’Iliade.
Il motivo scatenante che ha dato il via alla guerra di Troia è, in parte, dovuto a un tradimento dell’ospitalità quando Paride, ospite alla corte di Menelao, scappò con sua moglie Elena.
Tuttavia, una delle storie a mio parere più belle, è quella del mito di Filemone e Bauci.
Janus Genelli, Public domain, via Wikimedia Commons
Secondo la leggenda, Zeus ed Ermes stanchi e sotto mentite spoglie, vagarono per un villaggio alla ricerca di riparo.
Dopo aver bussato a mille porte ed essere stati cacciati via da tutti gli abitanti della zona, furono accolti da una coppia di poveri anziani che vivevano in una vecchia capanna: Filemone e Bauci.
Nonostante avessero a malapena di che vivere, accolsero i 2 sconosciuti con un sorriso, offrendo tutto ciò che avevano: olive, formaggio, uova e vino.
Gli dei, commossi, trasformarono la loro vecchia capanna in un tempio d’oro.
Ai due anziani invece, che chiesero solo di restare insieme per sempre, concessero di rimanere uniti per l’eternità trasformandoli in due alberi intrecciati: una quercia e un tiglio.
Ed è proprio da queste storie antiche che nasce il modo in cui ancora oggi accogliamo chi entra nelle nostre case.
Piccoli gesti e niente fretta: l’accoglienza in Grecia

Come vedi, la filoxenia è un qualcosa di molto profondo e radicato nella nostra cultura e, al di là delle storie o dei miti affascinanti, questo concetto vive tuttora.
Ancora oggi infatti puoi trovare questa sensazione di benvenuto nelle classiche taverne greche (e anche nel nostro ristorante greco a Milano) fatta di piccoli gesti e sorrisi calorosi.
Per farti un esempio, molto spesso nelle classiche taverne greche appena ti siedi, arriva una caraffa d’acqua fresca e un po’ di pane tostato con olio e origano.
A fine pasto, si riceve quasi sempre il kerasma: un piccolo omaggio dell’oste per ringraziarti, che può essere un dolcetto, della frutta fresca o un bicchierino di liquore.

Un’altra grande differenza è il tempo.
In Grecia, quando vai a cena, non esiste l’ansia di dover “liberare il tavolo” per il turno successivo.
Al contrario, il nostro approccio è molto più rilassato…
Continuiamo a ordinare, aggiungendo mezedes o altre specialità tipiche della cucina greca lasciando che il pasto si estenda per ore, spesso fino a tarda sera.
Insomma, è un ritmo più lento che riflette il valore che diamo alla compagnia e alla bellezza dello stare insieme.

Come portiamo la filoxenia nel nostro ristorante greco a Milano e Brescia
E nel nostro ristorante greco Milano e Brescia?
Anche al Vero Sapore Greco la filoxenia è un pilastro fondamentale della nostra filosofia.
Ci mettiamo il cuore ogni giorno per farti sentire proprio come a casa, un po’ come vedevo fare da bambino.
Per questo curiamo tutto nei minimi dettagli e usiamo solo ingredienti greci che arrivano direttamente dalla nostra azienda di famiglia in Grecia.

Inoltre, cerchiamo di replicare quei piccoli gesti come:
-Il benvenuto: salutare e accogliere sempre tutti con un sorriso (molti dei nostri clienti negli anni sono diventati amici affezionati).
-L’apertura e la chiusura: Offrire a inizio pasto pane e olive greche e, per finire, un bicchierino dei nostri liquori pregiati, come l’ouzo o il masticha.
Perché alla fine, il complimento più bello per noi non è solo quello di sentirsi dire: “ho mangiato bene”, ma soprattutto: “qui mi sento a casa”.
E se vuoi vivere in prima persona la filoxenia greca, ti aspettiamo nel nostro ristorante greco a Milano e Brescia.

Mi chiamo Cristiano Mavroidis e sono il proprietario di Vero Sapore Greco. Ho iniziato ad innamorarmi della Grecia fin da piccolo quando passavo pomeriggi interi in estate a studiare sotto l’attenta guida di mia nonna greca Niki.
È stata lei ad insegnarmi e a farmi innamorare del mondo greco. Mi insegnò la lingua, la storia millenaria di questo popolo, le loro tradizioni. Ma c’era una cosa che amavo imparare più di tutte… la sua cucina.
Mi ricordo ancora adesso i deliziosi piatti che mi preparava seguendo vecchie ricette tradizionali greche, il sapore e il gusto inconfondibile di quei piatti. Lei mi insegnò tutto sulle tradizioni culinarie greche, e mi passò molte di quelle ricette in modo tale che potessi replicare anch’io quei fantastici sapori.
E la mia sfida ora è molto semplice: riportare quei sapori che conosco fin da piccolo proprio qui, ai piedi del nostro amato Duomo.
E per farlo, seleziono e importo il 95% degli ingredienti che uso per i miei piatti, direttamente dalla mia azienda di famiglia in Grecia.
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